Quando si diventa vecchi? In un mondo che ha spostato l’anzianità a 80 anni, ma protegge i deboli over 60, esiste una fascia grigia di invisibilità che comincia a 30 anni e finisce con la vecchiaia, dove tutto dovrebbe essere come è sempre stato.

È l’eterna domanda: come può un neolaureato con al massimo 25 anni, avere già anni di esperienza alle spalle? E perché quelli che gli anni alle spalle li hanno sono dimenticati e “inassumibili”?

In realtà, è una questione di agevolazioni. Lo stato agevola le aziende che assumono giovani fino a 29 anni (per l’apprendistato), le donne (ma questo è da vedere) e chi prende stagisti. Non ci sono programmi di inserimento per chi vuole cambiare carriera: la vita a 25 anni deve essere già decisa e continuare così fino alla morte.

Sicuramente è noioso, ma è giusto?

Da un punto di vista evolutivo, molto in sintesi, il nostro cervello cambia ogni 7 anni: ciò significa che ogni 7 anni cambiamo gusti, comportamenti, abitudini, obiettivi, e così via. È la famosa crisi dei 7 anni: se dopo 7 anni ci stanchiamo del nostro affezionato partner perché dovremmo fare lo stesso lavoro per 40 anni?

I benefici del cambiamento sono tanti e uno su tutti: si rallenta l’invecchiamento del cervello. Se una persona fa la stessa cosa in maniera ripetitiva per anni, non solo si annoia, ma non ha voglia di imparare qualcosa di diverso: è una tipica reazione umana agli stimoli esterni.

L’essere umano evolve: allora perché dopo i 30 sembra che la sua vita sia finita?

Innanzitutto, per le responsabilità sociali: si presume che a 30 si sia talmente carichi di responsabilità da guardare in basso solo verso il sentiero di mattoni gialli che ci si è costruito “al momento giusto”.

Cosa sono queste responsabilità? Famiglia, figli, mutuo, essere adulti.

Personalmente, penso che abbracciare la propria evoluzione, crescere e mantenere attivo il proprio cervello, non solo durante il fine settimana al centro commerciale o nei due anni di autosufficienza dopo la pensione, sia responsabile. Penso che volere qualcosa per sé stessi sia giusto, che voler dimostrare ai propri futuri figli di essere soddisfatti della propria vita sia importante, che volere sentire che quello che si fa sia utile non solo a pagare tasse sulle tasse sia maturo.

Tuttavia, per essere questa persona matura e responsabile bisogna essere creativi e audaci, e fondamentalmente incompresi fino al raggiungimento dell’obiettivo.

Dobbiamo riprenderci un posto di lavoro, una dignità e arrogarci il diritto di essere soddisfatti della nostra vita. E dobbiamo essere educati a questo.

E no, la tua vita non è finita, sei solo in pausa. Siamo solo in pausa.

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