Buoni propositi per il 2021 ne abbiamo? O siamo passati agli obiettivi? In quanti a giugno si renderanno conto di dover passare al 2022, soffocando i sensi di colpa nel cibo?

Finalmente quest’anno ho deciso: devo fissare i miei obiettivi in un modo che abbia senso per me. Ma cosa ha senso per me?

Io sono una persona con una scarsissima autostima, ovvero non mi concedo mai nulla se non sono convinta al 1000000% di meritarlo. È legittimo quindi supporre che il premio sia ciò che possa smuovermi.

Mumble…mumble…mumble…

Che il segreto sia proprio la ricompensa?

Mi rendo conto che la cosa sia fin troppo materialista, ma le cose astratte non hanno funzionato finora.

Partiamo allora dalla fine: cosa voglio ottenere? Andare a Parigi, comprare il divano angolare, comprare quel vestito, sono tutti premi che puoi concederti.

Come ottenere il premio? Quale gara devo vincere per avere la medaglia d’oro? Per andare a Parigi vorrei 2000 euro oltre il mio stipendio, il divano angolare vorrei regalarmelo col mio primo stipendio, quel vestito lo compro se perdo 10 kg in 9 mesi.

Cosa devo fare per vincere la gara? Pubblicare il mio corso online, 10 minuti di attività fisica intensa tutti i giorni + 3 ore nel weekend +2 litri di acqua al giorno + 5 porzioni di frutta e verdura, per trovare lavoro devo scegliere 10 aziende per cui mi piacerebbe lavorare + studiarle + connettermi con persone all’interno dell’azienda + proporre loro le mie idee + diventare il loro peggiore stalker per almeno 6 mesi. La gara ha ovviamente bisogno di una preparazione rigorosa, sempre in linea con le mie reali capacità, i miei bisogni e le mie risorse.

Quel premio è un obiettivo concreto, tangibile, misurabile, ottenibile. So che può sembrare superficiale e che la felicità non si misura in denaro, ma per crederci mi serve la prova tangibile che ce l’ho fatta. Magari poi lungo il cammino deciderò che non voglio andare a Parigi ma a Madrid, che non voglio un divano ma un armadio e che al vestito preferisco la macchina da Aeropilates, ma il punto è proprio quello: non solo ho ottenuto il mio premio ma sono stata anche così performante da potermi permettere il lusso di scegliere un altro premio.

Dato che nel 2020 ho perso tutti i lavori che avevo, per il 2021 questo tipo di approccio ai miei obiettivi assume proprio il significato di sopravvivenza, oltre a quello di resilienza.

Hai già la tua lista di obiettivi? Riciclerai quella del 2020? Eviterai per quest’anno? Diccelo qui sotto nei commenti, o continua la discussione su Facebook o Twitter.

Foto di Tumisu da Pixabay


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *