Siamo in ripresa e ci vuoi parlare di crisi e di soldi? Certo. È molto importante perché in questi mesi si è fatto ricorso, spesso impropriamente, al termine economia di guerra e, soprattutto, cosa c’è da aspettarsi per il dopo.

Sarà un lungo pippone non è vero? No, non sono un economista, saranno pochi punti essenziali che spero possano invogliarti ad approfondire la situazione da solo.

Economia di guerra in pillole = adeguamento delle politiche economiche ordinarie di uno Stato, alle necessità straordinarie della guerra, ovvero lo Stato sottopone a una regolamentazione molto estesa l’economia di mercato, senza però sospenderla del tutto.

Quando si adatta un’economia normale ad una eccezionale, una parte dei consumi viene trasferita a un unico settore, con la conseguente riduzione delle entrate delle economie “ordinarie” e la produzione eccezionale comporta disinvestimenti.

La seguente trattazione NON vuole essere esaustiva, è una semplificazione che tiene in considerazione le sole similitudini.

Durante il conflitto (Seconda Guerra Mondiale)

  • Scelte logistiche poco razionali e disorganizzazione produttiva
  • Viene triplicata la capacità produttiva dell’industria fornitrice di armi e munizioni (= presidi medici)
  • Espansione dei comparti meccanico e cantieristico
  • Carenza di materia prima
  • Calo della produzione agricolo
  • Blocco dei prezzi, dei salari (=licenziamenti) e dei razionamenti
  • Problemi negli approvvigionamenti
  • Drastica caduta dei consumi
  • Scioperi contro le nuove regole del lavoro
  • Aiuti finanziari degli Alleati in emergenza (non a fondo perduto)
  • Rifinanziamento tramite le anticipazioni della Banca d’Italia
  • Le forze tedesche di occupazioni smantellano la produzione al nord per portarla in Germania
  • Per le economie povere di materie prime bisogne considerare aspetti interni (agricoltura, artigianato, industria, distribuzione) ed esterni (importazioni, esportazioni)
  • Le donne devono assumere i compiti degli uomini mobilitati
  • Diminuiscono le importazioni e crescono le esportazioni

Post seconda guerra mondiale (Seconda Guerra Mondiale)

  • Gli Stati meno colpiti emergono dall’emergenza come le nazioni più forti e ricche che riescono a imporsi sul nuovo mercato economico e a dettare le loro regole in cambio di un aiuto economico

Si sa che l’Italia ha vissuto il suo più grande boom economico proprio alla fine del Secondo Conflitto a seguito di un interregno di povertà, sacrifici e “ritorno alla normalità”.

Sebbene, e mi ripeto, questo sia un riassunto del riassunto, le similitudini sono interessanti, come lo sono le differenze. Tuttavia, la storia si ripete: è per questo che è necessario conoscerla e imparare dal passato. Perché imparare dai propri errori non vale solo per gli individui ma anche per le comunità.

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