Ad un colloquio dobbiamo sembrare al meglio, mostrare il nostro profilo migliore, dimostrare di essere all’altezza del ruolo, ma senza strafare. Proprio come a un primo appuntamento.

Forse te ne sei reso conto forse no, ma molte delle cose scritte fino a qui sono applicabili al lavoro come alle relazioni amorose, quando non sono proprio ispirate da queste. Allora perché un colloquio di lavoro non potrebbe essere un primo appuntamento?

Proprio come in un primo appuntamento esistono delle regole non scritte da rispettare. Eccone alcune che può farti comodo conoscere in entrambi i casi.

  1. Cosa ti aspetti dal colloquio? Come pensi che sarà la tua esperienza? Non focalizzarti su cosa cercano e vogliono i recruiter, pensa a come vuoi che sia quell’esperienza per te. Immagino che tu non voglia fare brutte figure e che non voglia dire troppo o troppo poco. Focalizzati su come ti vorresti sentire durante il colloquio.
  2. Presentati al meglio. Un classico giusto? Curare il proprio aspetto per un colloquio è fondamentale, ma senza esagerare per non sentirsi fuori luogo. Curare il proprio stato mentale è fondamentale per non sembrare troppo disperati, timidi o ansiosi.
  3. No all’austerità. Essere professionale ed essere pesante vivono su pianeti diversi. Essere brillanti, mantenere viva la conversazione, evitare di insultare chi ti sta davanti è fondamentale.
  4. Chiedi, chiedi, chiedi…ma non troppo. Un altro classico, lo so. Avere delle domande da porre è un must, specialmente durante la conversazione e non alla fine. (Bonus tip: tenersi sempre una domanda per la fine del colloquio. Non importa quante domande porrai durante, ci si aspetta sempre che tu ne ponga una alla fine.)
  5. Non farti scoraggiare. Chi ti fa il colloquio è la prima fila dell’azienda e se non ti piace probabilmente non ti piacerà nemmeno l’azienda. Tuttavia, se proprio il lavoro ti piace edopo il quale avrai più elementi con cui decidere.
  6. Sii pronto alle domande a trabocchetto e se puoi falle anche tu. Perché dobbiamo essere gli unici in difficoltà? Perché non possiamo anche mettere in difficoltà, soprattutto quando abbiamo fatto i compiti a casa, ci siamo informati sull’interlocutore e abbiamo dei dubbi da chiarire?
  7. Sia nel bene sia nel male, scrivi a chi ti ha fatto il colloquio. Ringrazia per il tempo dedicatoti, fai delle domande se ne hai, oppure scrivi chiaro e tondo che non pensi di essere adatto per il ruolo offerto, ma (bonus tip) rimani disponibile per altre posizioni che si possono aprire e vorresti rimanere in contatto su LinkedIn. Al massimo non avrai alcuna risposta.

Qual è il colloquio più strano che tu abbia mai fatto?

Per saperne di più:

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